70. Sotto il cielo della Danimarca

Di nuovo sole sulla Danimarca, o almeno, su quel lembo di città in cui io e le mie amiche ci rifugiavamo per il caffè, negli spiragli di fuga tra una pagina e l’altra. Oggi come allora, quando ci siedevamo e per un istante ci pareva d’essere leggere e lontane sotto il cielo di Copenhagen. È la seconda volta che ci torno, anche se da sola. Un po’ per nostalgia, un po’ per sentirmi di nuovo come in culla.

E qualcosa lentamente si muove, penso, mentre la primavera m’irradia col suo calore e assaporo un caffè e una frolla al cioccolato, incurante di sacrifici e rinunce mai del tutto ricompensate. Ora ho voglia di pensare un po’ a me, coccolarmi e guardare oltre. Voglio star bene e sorridere dentro.

Qualcosa si muove, dunque, e torna a gioire. Come sul volto di quelle due bambine carezzate dal sole sul ciglio della strada, in un momento di pausa dai giochi, a mangiar rotelle di liquirizia e parlar sorridendo di fiabe, sogni e paure.

 

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49. Somewhere over the rainbow

Questa mattina sveglia all’alba. Il lavoro chiamava fuori dal letto più presto del solito.

Colazione al volo in un bar lungo la strada, in un posto che inspiegabilmente sapeva di sale e di mare.

C’è un punto preciso, tra l’Alzaia e la Darsena, in cui il cielo sembra sempre più vasto. Il sole risplende in un bagliore assordante e mi riporta a te. Noi due per mano fra le vie del centro. Di questa città, Siviglia, o Copenaghen.

Dolci gabbiani solcano il cielo e tornano all’improvviso i pomeriggi di sabbia e sole, il profumo di crema, l’abbraccio tenero degli occhi di mia madre.

Ogni volta che passo di qua è come rientrare fra le nostre mura di casa. Il respiro si calma, il cuore si posa, il pensiero sorride.

Sono giorni che non ti vedo, ma se l’azzurro di ringhiera è striato dai gabbiani, anche tu non potrai mai essere tanto lontano.

18. Buste, carrelli e sorrisi in corsia

Meno male che poi a fronte di giornate come questa e oltre agli esseri umani che sembrano nati per destabilizzare la serenità e l’equilibrio mentale migliori, arrivano le persone speciali, quelle che contano veramente. Loro non han bisogno di parole (non devono essere messe davanti a "liste" di fatti compiuti per capire quello che anche un cieco vedrebbe, per poi annegare in lacrime di coccodrillo e farsi rassicurare più che scusarsi e rimediare), non aspettano spiegazioni. Gli basta un tono di voce piuttosto che un incontro di sguardi per capire tutto. Dopo di che non stanno neanche a chiederti, perché sanno che a volte parlarne e rimuginare è peggio, e non perdono tempo in tentativi inutili di dialogo che sanno cadere a vuoto. Loro mirano e colpiscono dritti al centro, vengono a prenderti e ti portan via, lontano dall’aria pesante e dall’atmosfera inquinata che ti opprimono il cuore. Per farlo non han bisogno di chissà quale meta, gli basta anche solo portarti a far la spesa. Come oggi con V e la B, davvero due amori! Erano da registrare con tutte le loro scemate per strada! Vederli scherzare come fossero amici da sempre è splendido; in questi tempi di magra esistenziale, così tanta spontaneità quasi mi commuove. Tra le corsie del supermercato mi sembrava d’essere la mamma di due bambini neanche troppo cresciuti… Tra i tre io ero l’unica intenta a ricostruire mentalmente la lista della spesa, per loro il carrello e robe varie erano un inutile dettaglio. Se ne son fatte e dette così tante che alla fine ci siamo dimenticati la sola cosa che mancava veramente, la carta igienica. Va bè, per quel che mi riguarda un sorriso non ha prezzo e se questo è quello che devo pagare per ritrovare la pace, ben venga. Per pulirci le terga rimedieremo altro.
Ringrazio il mio angelo custode perché puntuale trova il modo di ricordarmi che tutto passa, che tutto si risolve.
Al rientro poi è sempre un po’ triste… Pensa te se per sorridere devo andarmene al supermercato a far la scema con la frutta e la verdura! E’ davvero spiacevole realizzare che a me, a noi, basti così poco, mentre a te non son bastati neanche 9 mesi per capire come giri il mio universo. Pazienza, saprò farmene una ragione, e meno male che io ho un angelo custode, degli amici e una vita reale sotto la luce ed il calore del sole. Quando ti deciderai ad uscire dal letargo e spegnere i tuoi sogni artificiali magari ne riparleremo. Io nel frattempo continuerò volentieri a far l’autoscontro tra carrelli in corsia.