23. A IOME MEIO, Kylie, Lovehater e NonsenseSpot

…perché quando la semplice risposta ad un commento appare un gesto di gratitudine troppo misero, scrivere un intero post è il minimo che si può fare. Perciò questo è per voi ragazzi!
Per quanto strano e inaspettato, ancora una volta mi ritrovo ad uscire di qui con un umore completamente diverso da quello con cui sono entrata. Il calore del vostro abbraccio mi commuove e mi fa sorridere. E non avete idea di quanto ne avessi bisogno!
Ieri notte è stata una vera violenza venire qui a scrivere certe cose, cose che non ho il coraggio di raccontare mai a nessuno. In teoria questo blog era nato per lasciarmi andare giù in caduta libera, ma in breve ho realizzato come questo mi costi fatica. Quando si creano dei rapporti, anche se in germe, quando nascono delle aspettative e ci si affeziona, diventa dura mostrare i propri lati oscuri, la parte peggiore. Così ieri mi sono accorta di provare vergogna persino davanti a una folla di (adorati) sconosciuti, ma comunque ho sentito il bisogno di andare oltre e tendere la mano al costo di farmi violenza.
Vi ringrazio, quindi, per averla afferrata e per averlo fatto senza giudicare nè farmi sentire giudicata e, soprattutto, grazie per avermi ricordato che "tutte noi vorremmo concederci di più questi mezzitoni, e invece sempre più spesso siamo costrette ad apparire spumeggianti da parossismo"... Alle volte io per prima dimentico il mio motto, quello d’essere sempre fedele a me stessa!

Per la cronaca, prima di leggere i vostri commenti ero in procinto di darmi all’ennesimo eccesso. Poi ho trovato voi e sono corsa a lavarmi i denti (un toccasana contro i "pruriti palatali"). Grazie anche per questo!
Nei prossimi giorni temo di riuscire a connettermi molto poco, ma porterò con me il calore delle vostre parole, cercando di non dimenticare "che almeno, per ora, non piove"
Vi abbraccio!

18. Buste, carrelli e sorrisi in corsia

Meno male che poi a fronte di giornate come questa e oltre agli esseri umani che sembrano nati per destabilizzare la serenità e l’equilibrio mentale migliori, arrivano le persone speciali, quelle che contano veramente. Loro non han bisogno di parole (non devono essere messe davanti a "liste" di fatti compiuti per capire quello che anche un cieco vedrebbe, per poi annegare in lacrime di coccodrillo e farsi rassicurare più che scusarsi e rimediare), non aspettano spiegazioni. Gli basta un tono di voce piuttosto che un incontro di sguardi per capire tutto. Dopo di che non stanno neanche a chiederti, perché sanno che a volte parlarne e rimuginare è peggio, e non perdono tempo in tentativi inutili di dialogo che sanno cadere a vuoto. Loro mirano e colpiscono dritti al centro, vengono a prenderti e ti portan via, lontano dall’aria pesante e dall’atmosfera inquinata che ti opprimono il cuore. Per farlo non han bisogno di chissà quale meta, gli basta anche solo portarti a far la spesa. Come oggi con V e la B, davvero due amori! Erano da registrare con tutte le loro scemate per strada! Vederli scherzare come fossero amici da sempre è splendido; in questi tempi di magra esistenziale, così tanta spontaneità quasi mi commuove. Tra le corsie del supermercato mi sembrava d’essere la mamma di due bambini neanche troppo cresciuti… Tra i tre io ero l’unica intenta a ricostruire mentalmente la lista della spesa, per loro il carrello e robe varie erano un inutile dettaglio. Se ne son fatte e dette così tante che alla fine ci siamo dimenticati la sola cosa che mancava veramente, la carta igienica. Va bè, per quel che mi riguarda un sorriso non ha prezzo e se questo è quello che devo pagare per ritrovare la pace, ben venga. Per pulirci le terga rimedieremo altro.
Ringrazio il mio angelo custode perché puntuale trova il modo di ricordarmi che tutto passa, che tutto si risolve.
Al rientro poi è sempre un po’ triste… Pensa te se per sorridere devo andarmene al supermercato a far la scema con la frutta e la verdura! E’ davvero spiacevole realizzare che a me, a noi, basti così poco, mentre a te non son bastati neanche 9 mesi per capire come giri il mio universo. Pazienza, saprò farmene una ragione, e meno male che io ho un angelo custode, degli amici e una vita reale sotto la luce ed il calore del sole. Quando ti deciderai ad uscire dal letargo e spegnere i tuoi sogni artificiali magari ne riparleremo. Io nel frattempo continuerò volentieri a far l’autoscontro tra carrelli in corsia.

5. Prendiamola sul ridere

Ieri io e la mia amica S ci siamo viste per un caffè e quattro chiacchiere al volo.
Il suo è un periodo non facile, sta uscendo da una storia sbagliata ed insana che per 3 anni le ha inquinato anima e corpo. Da tempo le dicevamo in molti che dovesse troncarla ma si sa, quando c’è di mezzo il cuore è difficile vedere oggettivamente come vadano le cose e quale sia la strada migliore.
In ogni caso sono molto felice perché pare che pian piano ce la stia facendo. In più da qualche settimana ha preso ad uscire con un ragazzo (…e che ragazzo!!) e di certo questo l’aiuta non poco a distrarsi…

Ebbene, come di regola, in pochi minuti si è giunte alla fase spettegules. Mi racconta di alcune loro uscite, per poi soffermarsi su un paio di incontri ravvicinati del quinto tipo… Nel parlarne però non sembrava poi così euforica ("Ma dico io, sei matta?! Con un pezzo d’uomo del genere io farei bava da tutte le parti!) e alla fine arriva al dunque: "Sai, è che entrambe le volte è durato tutto 5 minuti, mentre col mio ex andavamo avanti per mezzore intere!"

Fra me e me è scattato subito il soliloquio.
…Cosa?!? Mezzora!!! Ma per me mezzora sarebbe un sogno!! Per tutta una serie di motivi il suo ex non ha mai goduto della mia simpatia, ma quasi quasi potrei rivalutarlo…
E in quanto ai 5 minuti dell’altro bel figliolo… Beh, è una triste realtà ma ultimamente mi è capitato di considerare un miraggio anche quelli!
Non che il mio lui sia mai stato un maratoneta delle lenzuola, ma almeno all’inizio riuscivo a raggiungere il traguardo anch’io.
Da un po’ di tempo a questa parte invece più niente… E’ diventato un velocista che più celeri non si può, ed io non faccio in tempo a sentire lo sparo d’inizio che la corsa è già finita!

Così poi dal soliloquio ho ulteriormente sconfinato nello spro-soliloquio e mi sono rivista nelle ultime notti, seriamente impegnata in solitarie ricerche in campo anatomico…
Mi ero detta: "Ok, lui sarà pur diventato un centometrista, ma magari non è che un po’ sia anche tu?! Forse non ti conosci abbastanza a fondo, ergo tu stessa non sai esattamente cosa chiedere e come."
Dunque, mossa dalla profonda necessità di sapere e da un lieve senso di sfida, mi ero lanciata alla ricerca di sto benedetto punto Giusto…
Solo che alla fine ne sono uscita un po’ sconfitta. Nel cuore della notte mi ritrovavo ogni volta a demordere, esausta e sudata (e) fradicia, dopo lunghi attimi di lavoro intenso ma infruttuoso.
Ancora oggi non ne sono venuta a capo.

Che dire?! C’è chi causa forza maggiore è costretto a buttare nel cesso lunghe mezzore di piacere. Poi c’è chi, non avendo provato di peggio, giustamente si lamenta della soglia dei 5 minuti.
Ed io in tutto questo che devo dire?! Una causa di forza maggiore per barattare il velocista vecchio con un maratoneta nuovo di zecca non ce l’ho (e ovviamente nemmeno la voglio… sarà celere quanto vuoi, ma almeno ci amiamo sul serio!). In più, pur essendo ancora nel fior fiore degli anni, mi ritrovo già a farmi le seghe mentali (in questo caso l’espressione cade a pennello!) in preda al timore di non riuscire più a ritrovare la fonte nascosta del piacere che una volta sembrava funzionare tanto bene.

Prendiamola con filosofia e ridiamoci su!
Meno male che ognuna di noi può pur sempre ripegare sul classico ma magico e fedele "ruotino di sCorta"!!