104. A denti stretti

La malinconia quando torna si sente ed è questione di ossa, pelle e occhi stanchi. La riconosci in una nenia che va avanti da sempre e parla di bilico e cime allentate. Come quella domanda che torna, fende l’aria di sbieco e ha a che fare col tempo: cosa fai del tuo tempo. Che sarebbe del mondo, sapessi quanto ne resta, del giorno che passa e ti senti già pronta. Perché spesso ti chiedi come sarebbe morire e il più delle volte saresti felice di quello che è stato, di quello che sei e vorresti solo che il buio ti cogliesse migliore. E pensi alla stima per chi indossa il suo male e ogni giorno ne fa il più bel portamento, guardi le mancate evidenze che non hai mai raccontato e capisci che più spesso dovresti esserne fiera. Senti che è dura e sai d’avere ragione, ma sai anche che vincere è una questione di scelta.

Dunque inganni il tuo mentre e pensi a come sarà, quando si troverà libero e non avrà cura di niente. A quando avrà tempo per leggere e scrivere e potrà scegliere lui quale sarà il compromesso. Quando questa vita romperà la clessidra e si riverserà fuori dal piatto della bilancia. Vorrai un nuovo anello da mettere al dito, un’abito vintage e una borsa di pelle. E la vorrai gialla, sì, la comprerai gialla per ricordarti del sole fuori dall’ospedale. E pensi alla sera in cui tornerai a casa ubriaca e custodirai in tasca un indirizzo preciso, finalmente saprai qual è il tuo altrove nel mondo e non sembrerai più tanto smarrita. E ti sentirai bella, ti sentirai donna, avrai vinto tutto e non lascerai niente. E sarà valsa pensa e varrà tanta gioia e sarai stanca, ma avrà un peso diverso. E ti dico che passa e tu dici che niente, allora dormi ma senza mai arrenderti. Digrigna i denti quel tanto che basta e tieni fuori la notte: l’alba è vicina.

47. San Valentino: Baci Perugina no, grazie!

Secondo le stime dell’UNICEF, un milione e mezzo di bambini muoiono ogni anno perché non vengono nutriti con il latte materno, e altri milioni di bambini si ammalano seriamente. L’allattamento al seno materno fornisce il migliore inizio alla vita. A maggior ragione, nei paesi poveri costituisce un’indispensabile fonte di sopravvivenza.

Le società che producono latte per bambini promuovono il loro prodotto presso mamme e operatori sanitari, poiché senza la diffusione dell’allattamento artificiale non farebbero affari. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF hanno un Codice Internazionale che proibisce ogni forma di promozione di latte per bambini.

La Nestle’ viola questo codice più frequentemente degli altri concorrenti.

Una delle sue strategie di maggior successo consiste in forniture gratuite di latte agli ospedali: allattare con il biberon i neonati favorisce l’insuccesso dell’allattamento naturale. Il bambino viene a dipendere dal latte artificiale e, una volta a casa, la madre deve comprare il latte da sé. In molte società farlo vuol dire spendere più della meta’ dell’intero reddito familiare. Le madri povere a volte diluiscono eccessivamente il latte in polvere e ciò porta alla malnutrizione. In condizioni di poverta’ l’acqua mischiata al latte e’ solitamente malsana e porta a diarrea, disidratazione e spesso alla morte.

Purtroppo questa è solo piccola parte delle gravi violazioni di cui Nestlè è responsabile. Sotto la punta dell’iceberg vi sono anche filiali nel mondo gestite in regimi d’oppressione, nessun rispetto per i diritti sindacali, una promozione irresponsabile dei prodotti e ingente utilizzo di test sugli animali.

Cosa c’entrano i Baci in tutto questo?

Il gruppo Nestlè ha delle dimensioni enormi e, con 487 unità produttive in oltre 80 paesi del mondo, offre una gamma di ben 10.000 prodotti. Questo vuol dire che, contrariamente a quanto si possa pensare, Nestlè non è solo Nesquik o Nescafé, ma un’infinità di altri prodotti ancora. Quelli della Perugina sono fra questi.

Per questo vi chiedo, in nome del rispetto della dignità e dei diritti umani, di festeggiare il vostro San Valentino con un ulteriore gesto d’amore: NON COMPRATE BACI PERUGINA!

Io ho da tempo esteso l’obiezione di coscienza a tutti gli altri prodotti (Acqua Panna, Acqua Vera, After eight, Alemagna, Antica gelateria del corso, Belthè, Buitoni, Cheerios, Chocapic, Chokella, Coffee-Mate, Fitness, Frisco, Fruit joy, Fruttolo, Galak, Haagen Dazs, Kit Kat, La cremeria, LC1, Levissima, Lion, Maggi, Mio, Motta, Nescafè, Nespresso, Nesquik, Nestea, Nido, Orzoro, Terrier, Perugina, Polo, Quality Street, Recoaro, San Bernardo, San Pellegrino, Smarties, Sveltesse, Vittel, e quelli per animali Felix, Friskies, Gourmet, Pro Plan, Purina). Una simile scelta costa non pochi sacrifici, lo ammetto, ma non è niente a confronto con la dignità di una persona.

Spero in qualche modo di avervi convinti o quanto meno interessati all’argomento che, credetemi, è tutt’altro che una sciocchezza.

Per ulteriori informazioni, vi rimando al sito della Rete italiana per il boicottaggio della Nestlé: www.ribn.it

Colgo l’occasione per augurare a tutti un buon San Valentino e vi chiedo, soprattutto, di diffondere il verbo il più possibile.

19. Pinne gialle addio!

Oggi, dando un’occhiata veloce ai titoli della newsletter di lifegate.it, leggo che il tonno pinne gialle è finito nella lista degli animali in pericolo d’estinzione e/o la cui pesca è a forte impatto ambientale…
Cosa?! Il mio adorato tonno! Se già da tempo ne avevo ridotto il consumo e comunque mi ronzava in testa l’idea di "sabotarlo", figuriamoci ora!
Nell’elenco stilato da Greenpeace compaiono anche il tonno rosso, i gamberoni tropicali, il pesce spada ed il merluzzo. Tutta una serie di pesci per i quali, non consumandone molto, nel mio piccolo non posso fare più di tanto. Ma per il tonno quello sì! Purtoppo è uno dei miei ingredienti preferiti, uno quisito "universale" per tutti i piatti, in ogni caso è più forte di me, non posso fare a meno di pensare alle tonnare e a come vengono pescati. Quindi, anche se so che mi costerà fatica, ho deciso: da oggi via anche il tonno dalla mia daily food routine!

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