18. Buste, carrelli e sorrisi in corsia

Meno male che poi a fronte di giornate come questa e oltre agli esseri umani che sembrano nati per destabilizzare la serenità e l’equilibrio mentale migliori, arrivano le persone speciali, quelle che contano veramente. Loro non han bisogno di parole (non devono essere messe davanti a "liste" di fatti compiuti per capire quello che anche un cieco vedrebbe, per poi annegare in lacrime di coccodrillo e farsi rassicurare più che scusarsi e rimediare), non aspettano spiegazioni. Gli basta un tono di voce piuttosto che un incontro di sguardi per capire tutto. Dopo di che non stanno neanche a chiederti, perché sanno che a volte parlarne e rimuginare è peggio, e non perdono tempo in tentativi inutili di dialogo che sanno cadere a vuoto. Loro mirano e colpiscono dritti al centro, vengono a prenderti e ti portan via, lontano dall’aria pesante e dall’atmosfera inquinata che ti opprimono il cuore. Per farlo non han bisogno di chissà quale meta, gli basta anche solo portarti a far la spesa. Come oggi con V e la B, davvero due amori! Erano da registrare con tutte le loro scemate per strada! Vederli scherzare come fossero amici da sempre è splendido; in questi tempi di magra esistenziale, così tanta spontaneità quasi mi commuove. Tra le corsie del supermercato mi sembrava d’essere la mamma di due bambini neanche troppo cresciuti… Tra i tre io ero l’unica intenta a ricostruire mentalmente la lista della spesa, per loro il carrello e robe varie erano un inutile dettaglio. Se ne son fatte e dette così tante che alla fine ci siamo dimenticati la sola cosa che mancava veramente, la carta igienica. Va bè, per quel che mi riguarda un sorriso non ha prezzo e se questo è quello che devo pagare per ritrovare la pace, ben venga. Per pulirci le terga rimedieremo altro.
Ringrazio il mio angelo custode perché puntuale trova il modo di ricordarmi che tutto passa, che tutto si risolve.
Al rientro poi è sempre un po’ triste… Pensa te se per sorridere devo andarmene al supermercato a far la scema con la frutta e la verdura! E’ davvero spiacevole realizzare che a me, a noi, basti così poco, mentre a te non son bastati neanche 9 mesi per capire come giri il mio universo. Pazienza, saprò farmene una ragione, e meno male che io ho un angelo custode, degli amici e una vita reale sotto la luce ed il calore del sole. Quando ti deciderai ad uscire dal letargo e spegnere i tuoi sogni artificiali magari ne riparleremo. Io nel frattempo continuerò volentieri a far l’autoscontro tra carrelli in corsia.

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17. A volte ritornano

Ed eccoci qui, non è passata neanche una settimana che ci risiamo. Questo posto comincia di nuovo a starmi stretto.
Indubbiamente sarà anche la pressione degli impegni, comunque tutto quello che so è che mi aggiro per queste quattro mura con un umore peggiore di quello di una belva in gabbia. Stanca di vedere il tuo volto e le sue ridicole espressioni. Stufa di sentirmi interrotta continuamente dalla tue idiozie, di sentire il suono della tua voce ed i continui fracassi domestici di goffo elefante in un negozio di cristalli. Insofferente al tuo modo di vivere, irritata dalla tua tardività nel capire le cose. So solo che in questi giorni sono così stanca da non riuscire a prendermi cura di me; figuriamoci se posso starti dietro in mille opere di beneficienza. Fottiti! Sei l’unica persona sulla faccia della terra che m’ispira una violenza e un’indolenza al limite del criminale. Come vorrei che tu sparissi inghiottita dal nulla!