23. A IOME MEIO, Kylie, Lovehater e NonsenseSpot

…perché quando la semplice risposta ad un commento appare un gesto di gratitudine troppo misero, scrivere un intero post è il minimo che si può fare. Perciò questo è per voi ragazzi!
Per quanto strano e inaspettato, ancora una volta mi ritrovo ad uscire di qui con un umore completamente diverso da quello con cui sono entrata. Il calore del vostro abbraccio mi commuove e mi fa sorridere. E non avete idea di quanto ne avessi bisogno!
Ieri notte è stata una vera violenza venire qui a scrivere certe cose, cose che non ho il coraggio di raccontare mai a nessuno. In teoria questo blog era nato per lasciarmi andare giù in caduta libera, ma in breve ho realizzato come questo mi costi fatica. Quando si creano dei rapporti, anche se in germe, quando nascono delle aspettative e ci si affeziona, diventa dura mostrare i propri lati oscuri, la parte peggiore. Così ieri mi sono accorta di provare vergogna persino davanti a una folla di (adorati) sconosciuti, ma comunque ho sentito il bisogno di andare oltre e tendere la mano al costo di farmi violenza.
Vi ringrazio, quindi, per averla afferrata e per averlo fatto senza giudicare nè farmi sentire giudicata e, soprattutto, grazie per avermi ricordato che "tutte noi vorremmo concederci di più questi mezzitoni, e invece sempre più spesso siamo costrette ad apparire spumeggianti da parossismo"... Alle volte io per prima dimentico il mio motto, quello d’essere sempre fedele a me stessa!

Per la cronaca, prima di leggere i vostri commenti ero in procinto di darmi all’ennesimo eccesso. Poi ho trovato voi e sono corsa a lavarmi i denti (un toccasana contro i "pruriti palatali"). Grazie anche per questo!
Nei prossimi giorni temo di riuscire a connettermi molto poco, ma porterò con me il calore delle vostre parole, cercando di non dimenticare "che almeno, per ora, non piove"
Vi abbraccio!

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22.

…O forse non è vero niente ed è tutta un’illusione. Forse voglio solo convincermi che vada tutto bene e che certi comportamenti non siano più parte di me, quando la realtà è che alle 2:21 di notte ho mangiato così tanti biscotti da aver la nausea. Non è più come prima, non mi terrorizza come capitava allora, ma da qualche settimana sta ricominciando a succedere troppo spesso per i miei gusti.
E sempre di nascosto, con la paura e la vergogna d’esser vista. Poi il giorno dopo quasi non riesco neanche a raccontarlo a V.
Che diavolo mi prende? Semplice mancanza di volontà e determinazione o un ritorno all’inferno?
So solo che mangio, mangio, mangio per colmare cosa non lo so. Ammesso che ci sia qualcosa da colmare, perché davvero non sono ancora riuscita a capirlo. Sono semplicemente stufa e delusa di me. Una stupida, ecco cosa. Me lo voglio gridare da sola: "Sei una stupida!"

20. Ditemi che sono stupida!

Fatelo, vi prego! Per l’ennesima volta sono qui, quasi alle 2 di notte, che ho appena divorato dolci, biscotti, schifezze e pasticcini… E per colmare cosa?! Va bene lo stress, la pressione e tutti gli impegni, ma poi basta! A tutto c’è un limite. Mentre alle volte mi ritrovo catapultata in questo circolo vizioso in cui la mancanza di volontà la fa da padrona e ad ogni sgarro mi sembra di essere sempre più irrecuperabile. Eppure lo so che non è così, perché l’hai visto mille volte Lo’ che non è uno sfogo di tanto in tanto a mandare tutto all’aria. Ma fino a che la smania non mi passa non c’è niente da fare, ed io non voglio ricominciare a star male, non voglio riprendere la tangente delle abbuffate, dei digiuni, delle fisime mentali, quelle serie.
Perciò gridatemelo che sono una stupida, vi prego. Schiaffeggiatemi, pizzicatemi, insultatemi, ma per favore, ridestatemi!

9. Dal diario del 17 giugno 2008, ore 10:24

Serata alla scrivania e, ancora una volta, persa in stupide logiche matematiche, nel timore di calcoli vuoti.
Davanti una tazza di caffé vuota con le rimanenti briciole di 2 biscotti, e uno yogurt che vorrei, potrei, ma… Una vocina recondita mi dice sia di troppo.
Così come ieri sera a cena. Una banana, una pesca, mille indugi per mandar giù uno yogurt con cereali, seguito a fatica da una merendina per tappare il buco. Poi esco e al rientro a casa, ancora fame… Una fetta biscottata. Avrei voluto altro ma alla fine ho lasciato perdere. Dentro il lieve rimorso ed il pensiero che avrei potuto far meglio, che avrei potuto fare di meno.
Non capisco, negli ultimi giorni andava tutto così bene…
Tutto questo per 98 stupide kcal ieri, 62 oggi… Alle volte vorrei non essere in grado di contare!

3. L’insostenibile pesantezza di una falsamagra

1 metro e 70 di altezza per 57 kg di peso. Una taglia che dalla precedente 44/46 è scesa a 42/44.
19,72: l’indice di massa corporea parla chiaro, sono più che nella norma. Anzi, se vogliamo si può osservare come, all’interno del range di "normalità", sia più vicina al limite inferiore che non a quello superiore. Eppure a me non basta.
Un viso molto bello anche se un po’ segnato dall’acne (fortuna che anche se non fa miracoli esiste il Double Wear!). Un corpo niente male. Braccia lunghe e sottili (un po’ troppi peli, ma per quelli c’è sempre la cera), belle spalle, bella schiena e un buon tono muscolare. Le gambe non sono fini come vorrei (quei polpacci muscolosi proprio non mi piacciono sui tacchi!) ma hanno comunque una bella forma. In ogni caso restano sempre le mani, quelle si che sono stupende!
Il tutto è reso ancor più affascinante e particolare dall’esotico miscuglio che mi scorre nelle vene.
Oggettivamente dovrei ritenermi molto fortunata. Da sempre so di godere dell’ammirazione di molte/i e (purtroppo) dell’invidia di altrettante. Ma se devo dire quello che provo soggettivamente, la parola giusta è inadeguatezza.
Intimamente insoddisfatta, l’ipercriticismo mi ha sempre portata ad un atteggiamento drastico nei confronti di me stessa. Negli ultimi mesi ero riuscita a sfruttare la cosa positivamente. Non ti piaci? Bene, allora impegnati: una dieta sana ed equibrata e tanto movimento! Ero soddisfatta e appagata: gradualmente vedevo i risultati e le rinuncie erano equamente ricompensate di tanto in tanto. Tuttavia, ammetto che il cibo e le calorie fossero il pensiero fisso di tutta la giornata.
Poi le vacanze di Natale a cui è seguito un periodo di forte stress. Un’abbuffata via l’altra e il nascondersi dietro al pensiero di essere comunque in forma. Non ho mai capito perché col cibo per me sia un attimo arrivare all’eccesso.
Le settimane successive sono state un’altalena che per fortuna mi ha permesso di rimanere stabile (anche perché per me non è facile ingrassare sul serio), ma non di dimagrire. E questo per me è un dramma.
Così, sempre in preda all’insoddisfazione, ho alternato momenti di dieta più o meno drastica a sfoghi sfrenati, e negli ultimi giorni ancora giù a divorare cibo senza neanche sentirne il sapore. Giusto per il gusto di sgranocchiare e con la sensazione di non poter smettere.
Con le abbuffate sono cresciuti anche il pensiero e la preoccupazione per la cosa ed ho cominciato a cercare una risposta. Perché sto facendo questo? La mia vita va sempre esattamente come dovrebbe andare, le cose storte finiscono per tornar dritte, di cos’è che sei insoddisfatta? Dicono che abbuffarsi di cibo serva a compensare, ma cosa? Io ho tutto. Una relazione stabile, una famiglia che (anche se non è come quelle della Mulino Bianco) mi ama e mi sostiene, degli amici e una vita finalmente mia. E allora cosa c’è che non va?
So che potrò sembrarvi una capricciosa viziata lanciatasi in un futile monologo, che si pone problemi da niente quando la soluzione sarebbe così semplice. Ma vi assicuro che per me non è affatto facile, è palese che veda di me un’immagine distorta e questa cosa non mi da pace.
Sempre alla ricerca di risposte, ieri mi sono imbattuta in un sito sui disturbi del comportamento alimentare. Alla voce "autodiagnosi" sono sprofondata nella lettura. Dunque, non è anoressia nervosa perché mangiare, mangio e non sono sottopeso, ma fin qui ci arrivavo da sola (la cosa grave però è che, nell’escludere i sintomi, ho sentito dentro una vocina dire debolmente "purtroppo"). Non è nemmeno bulimia perché non vomito (non sono in grado di fare nemmeno questo). A quanto pare si tratta di binge eating disorder: abbuffate/assenza di vomito/senso di vergogna… Binge, finalmente il mio nemico ha un nome!
Mi sono sempre ritenuta molto forte e non ho mai dato troppa retta a queste cose che non mi riguardavano. Ora però mi sento in uno stato di forte confusione, il cibo e la linea sono un pensiero fisso e ho paura possano diventare un problema serio.
Ieri stavo così male da volerne parlare con qualcuno, ma poi il "terrore di essere aiutata" e di "metter la pulce nell’orecchio" a chi mi sta accanto mi ha impedito di farlo. Ho pensato ad uno specialista ma mi sono sentita stupida e ho soffocato il tutto in pianto.
In fin dei conti vorrei solo sentirmi libera e serena. Peccato che però questo mi sembri avverabile solo una volta veramente magra, snella e leggera.