108. Consonanti

Esistono sere come natali e sono fatte di fogli, rane di carta, l’ombra di un becco sul muro e i viaggi di una barchetta. Ci sono sere che sembra non attendessero altro, che saltano per tutto il letto e non vorrebbero smettere. Ci sono lotte da vincere usando le armi al contrario e sono tutte un solletico, calzini che volano, agguati dietro gli armadi e abbracci in cambio di favole.

E chissà se lo sai, che regalo è tutto questo. Chissà se le tue mani lo sentono, quando agli incroci dimenticano di avere “già” otto anni, cercando le mie, quanta vita guariscono. Mi spieghi che quel foulard serve a farci dei nodi e se la notte lo stringi, lui ti fa compagnia; e mi racconti che al buio tu hai sempre paura, ma sai che se chiudi gli occhi, il buio, poi non lo vedi. E vorrei dirti che sì, che so come ti senti, quando è ancora presto e sei sparso nel mondo. Ti vorrei dire “s’impara, sai, ce la sto quasi facendo”, ma la verità è che non so se mai arriverò a un punto. E ti racconterei perché odio i grandi che gridano e come pur stando ferma io non sappia restare. Quello che posso dirti è che stasera ci sono e che non scendo dal letto finché non sento che sogni.

Però è arrivato il momento, domani c’è scuola, ti chiederanno le sillabe e sai che ti è un po’ difficile. Te lo ricordi com’è che smascheriamo gli iati? Nel dubbio cantali a mente, ascoltane il suono e chiedi alle vocali di suggerirti che fare. Lasciale sempre abbracciate se sono dentro i dittonghi, tutte le altre sai di poterle staccare, ma soprattutto ricorda: senza, non hai mai una sillaba perché le consonanti, da sole, non sanno stare. È un po’ complicato dover separare le cose, richiede molto coraggio ma so che andrà tutto bene. È una questione di musica, sennò poi il ballo s’inceppa, ed è così per gli amori, gli universi, le case.

Certe sere faticano a fidarsi del giorno e forse è proprio per questo che non vogliono cedere. Ma tu adesso fai il bravo, io mi fermo qui accanto, chiudi gli occhi – ti fidi? – ochei, domani gelato. Questo bacio è per me, questo arriva da oriente, e poi tutte le punte sulla rosa dei venti. Farai tanti sogni e poi saprai ritornare, io verrò a prenderti in tempo. E ti farò da vocale.

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