91. Memy che punta i piedi

Tre anni o poco più, e la sicurezza di chi gira per il mondo tenendoselo stretto tra le dita. Le manine sempre in tasca, a fregarne e ripassarne i profili, per esser certa che tutto quello che sa e conosce non le sfugga dalla salopette inavvertitamente. E’ bassa più o meno così, ma i ricci convinti la elevano a una statura ostinata e importante e, laddove non arriva con gli occhi, si erge incurante in punta di piedi. A volte persiste a lungo quanto lo è il corridoio, tutto il tempo, andata e ritorno. Sua madre ride e la riporta giù con un palmo di mano: “Dove vuoi andare? Questa mania ti porterà i crampi!”. Eppure lei non demorde, dell’irriducibilità fa già il suo mestiere, e continua ad aggirarsi un po’ goffa là dove gli universi noti si mescolano a quelli sconosciuti. Con un piede per sponda, ovviamente.

Passa i pomeriggi in conversazioni e disegni, circondata da pupazzi e svariati soggetti non ben identificati. Ha un cane di pezza e un amico invisibile di nome Marco. Le manca un fratello, ma pare che i suoi aspettino i saldi alla Standa, per cui si tranquillizza e inganna l’attesa cantando al microfono. Prosegue così, un giorno via l’altro, e mi pare di sentirla parlottare, occupare lo spazio, anche se quello che resta è una foto sbiadita, ché se mi concentro il ricordo poi sfuma.

Sono passati gli anni e lei è lì che sorride e non sa quella che poi sarebbe stata la vita. Vorrei dirle che dopotutto la troverà bella, che i suoi non volevano e il resto non conta. Ma non mi è ancora riuscito di abbracciarla veramente, continuo a parlarle ma la voce impotente resta al di qua della pellicola. Così a volte la vedo infervorarsi, perdere la pazienza. Balbetta che la mamma non sente, perché in fondo è lei il centro del suo universo, e troppo spesso si dimentica di dirle che fa niente, che va bene lo stesso. Altre volte, invece, esplode di risa ed è lì che da il meglio a chi la circonda.

Diverte e commuove la piccola Memy, la sua supponenza, quell’aria di sfida. Tutto quello che sa è che punterà i piedi e io le auguro che sia come crede: in punta di piedi farà la sua strada.

Memy

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