80. ZeroottoZerotreVentiundici

Mi piace a volte tornare la sera e sapere di non avere programmi né trovare nessuno. Mi piace sedere le ultime ore alla scrivania, in bilico tra il pensiero di andare a letto presto e quello di uscire e coltivarmi con qualcosa di buono e, soprattutto, mi piace essere libera di scegliere.

Mi piacciono le melanzane alla griglia con omelette alla mediterranea che poi diventano un’insalata al volo perché hai fretta di respirare la sera senza più aspettare; così come mi piace il tepore buio di un film al cinema scelto da sola, perché ogni tanto è bello spegnere il telefono e non esserci per nessuno. Sedere comoda sulla poltrona senza dover stringere una mano e tenere la schiena in tensione, sapendo che in borsa hai i tuoi biscottini che entreranno in scena al secondo tempo. E non ci vedo niente di strano.

Mi piace rientrare fumando per strada e ritrovare col naso all’insù la primavera notturna che aleggia nell’aria. La mia Milano, i miei tetti di ringhiera, che tanto a lungo ho sospirato, per cui ho combattuto una guerra senza pari. Mi piace il senso di libertà, riconoscermi nuovamente nei miei luoghi e nei miei vestiti, forte di una grandezza che prima non sapevo.

Mi piacciono, così, le sere cucite e ricamate per caso, in cui non hai voglia di pensare più a niente e per qualche istante smetti di porti domande. E pensi a chi ultimamente ti ha chiesto perché sono mesi che non scrivi, sapendo che il motivo sta nel non trovare parole abbastanza lievi da non appesantire il male e geometrie tanto armoniose da non lasciar intravedere i dirupi.

La prendi così, un po’ come viene, con la stessa alternanza di chi sceglie una vita in bilico tra sè stessa e la leggerezza dei suoi anni e la gravità di chi è più avanti e ha i suoi mille impegni.

Mi piace fare un po’ dentro e fuori, raminga nell’anima ma presente col cuore, curando paziente il bruciore delle ferite che rimarginano, piantando i semi di un inverno che prima o poi diventerà primavera.

 

Annunci