75. Terzo giorno dell’anno

Ti scrivo da qui, mio grandissimo bene, mentre ceno affacciata sul far della sera. In un posto dove le onde non danno mai tregua e per trovare silenzio a volte chiudo il mare fuori dalla finestra. Ti scrivo perché sto nuotando in un sogno e vorrei che un giorno lo rivivessi anche tu, leggendo queste righe.

Ti racconto, così,  di questo luogo incantato dove in primavera volano tortore e gabbiani e l’estate profuma di sale e gelsomino. Le distanze si dipanano brevi sotto l’incedere di piccoli passi, tracciando ogni giorno, leggera, la strada che va da casa al villaggio dei pescatori. Lì il tempo sembra essersi fermato e le piccole case, rosicchiate dagli anni e dal mare, si abbracciano vivaci su una piazza di sabbia, dove i bambini giocano sicuri e corrono felici salutando il tramonto.

E’ proprio lì che questo sogno prende forma, una delle tante, in un abito bianco di stoffa leggera, con i piedi nudi e fiori tra i capelli…

Poco più in là, oltre i muri di roccia, la scogliera custodisce gelosa una piccola insenatura, dove il paradiso assume tutte le tinte del blu nel mescolarsi schiumoso del cielo e del mare. Lì gli angeli arrivano dall’alto aggrappandosi ad una corda, sorridenti e un poco timidi si donano in danze d’innocenza selvaggia e suggellano, inconsapevoli, l’epifania di un’onda sulla battigia.

Sto vivendo una favola, mio dolcissimo amore, così vera e presente che nemmeno nei libri ne troverai di uguali. In questa fiaba vive un principe in grado di sellare il vento e costruire emozioni: le plasma piano con parole e occhi amorevoli, per poi offrirtele colorate sul palmo di una mano. E così ha fatto qualche sera fa, chiedendomi di diventare la sua principessa, e stenterei ancora a crederci se non avessi tra le dita il luminoso pegno del suo amore.

Ora capisci, mia intima gioia, quanto è sublime questa poesia? Ci si innamora in groppa a un cavallo a dondolo e guardandosi negli occhi ci si scambia promesse. E’ un non-luogo che sa di eterno, eppure ha il rumore del tempo che passa, un acquerello di tinte leggere, che delineano disegni dai contorni chiari e precisi. Le giornate si succedono consapevoli e senza fretta, perché non vi è un tiro di vento che non valga la pena di assaporare.

Sono sicura che ti piacerà questo posto fatato, dove l’acqua s’increspa limpida e per entrarvi dovrai imparare a nuotare. La sabbia si sparge in grani forse un po’ grandi per fare castelli, ma per questo non temere, avrai un padre che ha sempre cento, mille idee. Vi guarderò commossa, sull’orlo del pianto, suggerire la strada ognuno alla propria biglia, e poi gustare una morbida focaccia, accovacciati stretti sotto un nastro d’ombra.

Così, eccole qui, mio tenero cucciolo figlio del sole, le emozioni di questi giorni di luna e di miele, prima che inesorabilmente sbiadiscano e se ne aggiungano altre. Perché tu sappia che nascerai da un amore così grande e profondo, che non so se sarò in grado di raccontartelo con le giuste parole, e perché tu legga di quanto intensamente e fin da subito fosse presente in noi il tuo desiderio.

Non ho idea di quando leggerai queste righe né di che colore saranno i tuoi occhi, ma so per certo che sarai bellissimo. Avrai il sorriso color del tramonto e capelli sinuosi come onde del mare, correrai anche tu a cavallo del vento e ti piacerà scappar via selvaggio, fare il tuo giro e tornare indietro tenero e docile. E poi altre sfumature che posso solo immaginare…

Già un po’ ti pregusto, ma con la dovuta calma: che il tempo decida da sé quando farci il tuo dono.

Nel frattempo assaporo la vita, fatta di risvegli e taciti sguardi. Un mazzo di fiori raccolti tinge di profumo questi dolci pensieri e veste di bianco, indaco e rosa, l’attesa del mio amore di ritorno da casa. In lontananza brillano le luci di ponente e in sottofondo le onde che, come sai, magicamente non danno mai tregua…

 

Da una spiaggia d’incanto in un giorno d’eterno,

con paziente affetto,

la tua mamma

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8 thoughts on “75. Terzo giorno dell’anno

  1. Mi è sgorgata dal cuore (e anche un po’ dal ventre), lieve ed eterea come i momenti che sto vivendo… Fuori dal tempo e dallo spazio, e così colma di gioia ed emozione, da trovare come unica soluzione il pianto. Mai avrei detto si potesse piangere tanto di felicità!

  2. che dire…? semplicemente meravigliosa! dolcissima e intensa, una gioia profonda e indescrivibile… ma, nonostante tutto, tu ci sei riuscita, a descriverla: se queste tue parole fossero musica, sarebbero note leggere, una melodia delicata che ti tiene compagnia per non farti sentire mai solacomplimenti sincerips: riguardo il mio libro e le modalità per acquistarlo ti ho scritto un mex privato… aspetto tua risptanti baci e dolce notte

  3. per un pò non capivo, pensavo fosse la lettera della tua mamma. e ti avrei commentato che è chiaro che tu scriva così, l’hai respirato da quando eri nel ventre.e poi ho letto un pò di parole che mi hanno fatto capire che si tratta di te.sono commossa, emozionata come se, per qualche istante, fossimo amiche da qualche parte. avessimo passato del tempo a passeggiare con i piedi nudi sulla spiaggia a raccontarci.è meno romantico quello che ci succede, i piedi sono su un pavimento di roma e l’altra coppia chissà.ma ciò nonostante l’emozione che partecipo ci riguarda come amiche e ti onora come donna

  4. @ sandra13: che bell’immagine, mia cara, grazie! Ho letto il tuo msg e, anzi, scusa se rispondo a tratti. In queste settimane sono perennemente fuori casa, riesco a controllare/leggere tutto via telefono, ma non riesco a postare/rispondere su style. Che beffa! Cmq mi è decisamente più comodo via carta. Grazie mille per le possibilità tra cui scegliere, sei gentilissima!@ NonsenseSpot: da commuoversi ce n’è eccome! Ma dimmi un po’, cos’è che avresti capito? Lasciami divertire un attimo’ prima di annunciarti la soluzione… Ps: ben ritrovata! Era un po’ che non passassi da te, in attesa uscissi dal tuo silenzio, quando l’altro giorno, ohibò, ho scoperto che fossi tornata a scrivere alla grande e io non m’ero accorta di niente. Pardon!@ EnergiaCreativa: che i nostri piedi siano a 10 o 1000 km, cambierebbe poco. E’ di quei legami così "epidermici" e viscerali che, come vedi, anche a distanza… Beh, quello che cambierebbe è che potrei darti appuntamento domani e presentarmi con un sacchetto di rotelle alla liquirizia. Oppure partecipare anch’io agli invidiatissimi Goodarternoon e fare con le mie manine un barattolo vero, seduta al tuo fianco… Ahimè, invece per ora niente! Ma sono convinta che prima o poi sarà, e quando sarà mi esploderà il cuore di gioia.Hai ragione, si tratta di me, anche se non so bene cosa tu abbia immaginato. Ammetto che quando ho pubblicato questo post mi è venuta una remora pensando proprio a te. Non avrei voluto in qualche modo farti male, urtare la tua sensibilità. Ma c’è che alla fine mi è sgorgato dal cuore, ed è stato l’unico modo per raccontare senza dichiarare esplicitamente, il momento unico e indescrivibile che sto vivendo. E alla fine sei arrivata tu, come sempre, con un commento da amica, mamma, sorella, angelo custode, counselor… Ti voglio bene, Paolé!

  5. macchè remore ci mancherebbe.ti ho detto che la mia (ex) migliore amica che mi ha chiamato tutti i giorni per 6 mesi perchè non restava lei incinta della sua seconda ( ed io della prima!) dopo il terzo mi è venuta a parlare di interruzione?ecco…per me quello è non avere remore e sensibilità.ma parlare delle proprie gioie mica ci si può tenere?no. non posso avere mie gioie ma posso partecipare alle gioie a me vicine.ma grazie del pensiero

  6. ciao cara, allora da quel che ho capito preferisci acquistare il mio libro dal sito dell’editore con carta di credito…? quando avrai fatto l’acquisto, fammi sapere… e, se hai qualche problema, non esitare a contattarmi! ti aspetto! ps: …e intanto goditi il tuo momento magico! spero che proceda tutto per il meglio… anzi, sono sicura che sarà cosi’!

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