63. Come foglie

Questa mattina a svegliarmi presto è stata l’impazienza di sentirti.

Vivo in un perenne stato d’eccitazione, nell’attesa di afferrare tra le mani il tuo viso, risveglio dopo risveglio.

Non è un po’ folle tutto questo?


Settembre è alle porte… Ce lo regaleremo un altro weekend al mare, prima che gli alberi si spoglino? Prima che venga il tempo di accendere le candele nel camino?

E lunedì potrò rimanere a guardarti tutta la notte, dopo esserci ritrovati e aver fatto l’amore come fosse la prima volta?


Se solo potessi sentire l’euforia che ho nel cuore…

Ed è bello piangere a dirotto, sapendo sia tutto fuorché tristezza.

 

 

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