59. Notturna

Ed è un po’ come fosse da sempre:

il riapprodo in una notte fra tante,

l’attesa in un sonno qualunque.

Dita bambine che corrono sciolte

su rotte ancestrali,

nate onomatopea

e fiorite in sinestesica simbiosi.

 

E arriverà di nuovo l’alba,

intarsi d’oriente in squarci di cielo,

a tender corde come ad ogni risveglio.

Il giorno ripartirà

accelerando, venendo meno e rallentando,

e tesserà ancora, incantevolmente,

intrecci sublimi.

 

E ora vieni, amore,

entra piano e lasciati trovare.

Potrà mai la notte essere tanto buia?

 

 

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