50. Sliding doors

Di nuovo sveglia all’alba. Anche oggi il lavoro chiama prima del solito.

Il sonno si fa sentire più di ieri e me ne sto seduta a fissare il vuoto, tra un vagone e l’altro del dormiveglia.

E’ sempre lì, davanti alle porte che scorrono, che si scatenano molteplici scene di vita. Vissute, presenti o future, effettivamente reali o discutibilmente possibili. E al loro termine un punto interrogativo.

Dopo tanto ripercorro i binari che mi portavano verso te. Le porte scivolano e i destini si accalcano. Per un istante perdo il conto dei battiti, gli occhi frugano veloci, tentando di distinguere tra le sagome sulla piattaforma. Mille cappelli, colorati ombrelli, borse, occhiaie, smorfie, sorrisi. Ti riconoscerei anche in capo al mondo, uno su un milione.

 

Dove sarai ora?

 

Le sirene suonano, i vetri scivolano, e centinaia di destini riprendono a scorrere paralleli. Chissà in che direzione starai andando, a cosa starai pensando? Compagni e complici di sempre, ora nuovi sconosciuti.

 

L’ennesima proiezione di vita. In un unico istante, passato, presente e futuro, senza punto di domanda. Come unico e inaspettato titolo di coda, una lacrima. E’ la nostalgia che riaffiora, il bene che sgorga. E’ una fitta lieve in pieno cuore, l’amore che lambisce l’eternità e torna indietro, lasciando un istantaneo e dolce dolore. La consapevolezza che, nonostante si sia giunti all’epilogo, non cambierei e non rimpiango niente.

 

Poi ripenso ai gabbiani di ieri, alle strade di ringhiera, di Siviglia o Copenaghen. Non saremo mai davvero lontani noi. E sorrido.

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4 thoughts on “50. Sliding doors

  1. "Dopo tanto ripercorro i binari che mi portavano verso te. Le porte scivolano e i destini si accalcano. Per un istante perdo il conto dei battiti, gli occhi frugano veloci, tentando di distinguere tra le sagome sulla piattaforma. Mille cappelli, colorati ombrelli, borse, occhiaie, smorfie, sorrisi. Ti riconoscerei anche in capo al mondo, uno su un milione."Queste sono le parole che mi hai rubato, che oggi avrei scritto io, che la morsa della vulnerabilità e la nostalgia mi dettano nel cervello. Abbiamo entrambe qualcuno che manca, qualche buco da cui filtra luce strana. Io resisto e penso che prima o poi troverò l’amalgama giusta per tapparli.Nessuna lacrima per te, mi raccomando…

  2. Oggi mi ritrovo sola, in una stanza buia, senza finestre nè feritoie…..c’è solo gelo e aria viziata e un pavimento duro e freddo.Non trovo vie d’uscita. Non rimane che sedermi in un angolo e aspettare…..

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