47. San Valentino: Baci Perugina no, grazie!

Secondo le stime dell’UNICEF, un milione e mezzo di bambini muoiono ogni anno perché non vengono nutriti con il latte materno, e altri milioni di bambini si ammalano seriamente. L’allattamento al seno materno fornisce il migliore inizio alla vita. A maggior ragione, nei paesi poveri costituisce un’indispensabile fonte di sopravvivenza.

Le società che producono latte per bambini promuovono il loro prodotto presso mamme e operatori sanitari, poiché senza la diffusione dell’allattamento artificiale non farebbero affari. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF hanno un Codice Internazionale che proibisce ogni forma di promozione di latte per bambini.

La Nestle’ viola questo codice più frequentemente degli altri concorrenti.

Una delle sue strategie di maggior successo consiste in forniture gratuite di latte agli ospedali: allattare con il biberon i neonati favorisce l’insuccesso dell’allattamento naturale. Il bambino viene a dipendere dal latte artificiale e, una volta a casa, la madre deve comprare il latte da sé. In molte società farlo vuol dire spendere più della meta’ dell’intero reddito familiare. Le madri povere a volte diluiscono eccessivamente il latte in polvere e ciò porta alla malnutrizione. In condizioni di poverta’ l’acqua mischiata al latte e’ solitamente malsana e porta a diarrea, disidratazione e spesso alla morte.

Purtroppo questa è solo piccola parte delle gravi violazioni di cui Nestlè è responsabile. Sotto la punta dell’iceberg vi sono anche filiali nel mondo gestite in regimi d’oppressione, nessun rispetto per i diritti sindacali, una promozione irresponsabile dei prodotti e ingente utilizzo di test sugli animali.

Cosa c’entrano i Baci in tutto questo?

Il gruppo Nestlè ha delle dimensioni enormi e, con 487 unità produttive in oltre 80 paesi del mondo, offre una gamma di ben 10.000 prodotti. Questo vuol dire che, contrariamente a quanto si possa pensare, Nestlè non è solo Nesquik o Nescafé, ma un’infinità di altri prodotti ancora. Quelli della Perugina sono fra questi.

Per questo vi chiedo, in nome del rispetto della dignità e dei diritti umani, di festeggiare il vostro San Valentino con un ulteriore gesto d’amore: NON COMPRATE BACI PERUGINA!

Io ho da tempo esteso l’obiezione di coscienza a tutti gli altri prodotti (Acqua Panna, Acqua Vera, After eight, Alemagna, Antica gelateria del corso, Belthè, Buitoni, Cheerios, Chocapic, Chokella, Coffee-Mate, Fitness, Frisco, Fruit joy, Fruttolo, Galak, Haagen Dazs, Kit Kat, La cremeria, LC1, Levissima, Lion, Maggi, Mio, Motta, Nescafè, Nespresso, Nesquik, Nestea, Nido, Orzoro, Terrier, Perugina, Polo, Quality Street, Recoaro, San Bernardo, San Pellegrino, Smarties, Sveltesse, Vittel, e quelli per animali Felix, Friskies, Gourmet, Pro Plan, Purina). Una simile scelta costa non pochi sacrifici, lo ammetto, ma non è niente a confronto con la dignità di una persona.

Spero in qualche modo di avervi convinti o quanto meno interessati all’argomento che, credetemi, è tutt’altro che una sciocchezza.

Per ulteriori informazioni, vi rimando al sito della Rete italiana per il boicottaggio della Nestlé: www.ribn.it

Colgo l’occasione per augurare a tutti un buon San Valentino e vi chiedo, soprattutto, di diffondere il verbo il più possibile.

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17 thoughts on “47. San Valentino: Baci Perugina no, grazie!

  1. Carissima, io ho allattato i miei tre bambini con il mio latte materno e i due più piccoli fino a diciotto mesi, quindi capisco benissimo quello che vuoi dire!!! é veramente vergognoso e non lo sapevo!!! Diffonderò questo messaggio il più possibile e per San Valentino non comprerò ne mi farò regalare i Baci Perugina!Grazie e un abbraccio grande!!!

  2. Ciao! fai benissimo a diffondere queste informazioni, ma bisogna anche scontrarsi con la "pigrizia" della gente nell’abbandonare certi "lussi" della società. per cui non stupiamoci se nonostante queste cose si sappiano, i baci perugina (cosi come altri prodotti incrimitati e incriminabili) continuano a stare in bella vista nei negozi. purtroppo è così…buona giornata!

  3. Non sapevo queste cose, sapevo che i miei zii avevano avuto la stessa idea di boicottare i prodotti della nestlè ma ero piccola e non ero a conoscenza del perchè. é una cosa grave!!!! Grazie per questo post……kiss kiss

  4. Mi sembra un po’estremizzata come cosa onestamente. La scelta di allattare in modo naturale o meno è frutto di troppi e diversi fattori. Gli ospedali se allattano i bambini in maniera artificiale lo fanno per necessità.E pensare che il latte in polvere potrebbe aiutare i paesi del terzo mondo, dove le donne che partoriscono sono talmente denutrite che chissà come lo producono il latte.

  5. Carissimi stylers,vi ringrazio profondamente per aver dedicato un po’ del vostro tempo a leggere questo post, non esattamente fiabesco e poetico come gli altri.Ho lanciato questa iniziativa l’anno scorso, rendendomi conto che chiedere agli altri di sabotare tutti i prodotti Nestlè sia un gesto troppo grande, se non sentito personalmente (per quanto si sopravviva alla grande, ed io ne sono la dimostrazione). Così ho pensato di chiedere un unico gesto di protesta e sensibilizzazione, e quale periodo migliore di San Valentino con i suoi Baci Perugina?Capisco lo scetticismo, non condivido ma accetto il parere di chi si schiera contro quel che dico, ma se c’è una cosa che non tollero è il non voler vedere le cose. Ecco perché, anche quest’anno, sono tornata alla carica con post, mail, gruppi ed eventi sul web.Ringrazio ancora tutti voi per aver letto, detto la vostra e diffuso. Davvero grazie!E a te, poison londinese, rispondo con un invito. Prova a visitare il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e li capirai che, quanto ad allattamento al seno, le cose non sono così rosee e semplici. Da come parli dei paesi del terzo mondo, mi viene da chiederti: conosci davvero come girano le cose lì? Hai dati e nozioni concreti che ti diano una minima idea di quale sia la situazione dell’acqua, della denutrizione materna, dell’importanza nutritiva e immunitaria del latte materno e della promozione assolutamente sleale fatta da Nestlè e colleghi?Non prendere queste domande come un affronto inquisitorio, ma come un aperto dialogo. Lavorando in 2 delle più grandi organizzazioni non governative al mondo nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo, quel che più mi preme è portare luce laddove le persone non hanno le idee ben chiare. Per questo ringrazio in modo particolare te, per avermi offerto uno spunto in più di confronto.Spero caldamente che tu abbia modo d’interessarti e cercare ulteriori informazioni. Lo farei io, ma in questo momento mi manca il tempo materiale. Semmai, appena possibile ci scriverò su un post.Un abbraccio a tutti

  6. intervengo per la prima volta.per me purtroppo non è stato possibile allattare naturalmente mio figlio, quindi ho usato il latte artificiale.ma mi fa piacere sostenere questa tua iniziativa, e sono contenta di vedere che non utilizzio praticamente nulla di quello che tu elenchi.brava.

  7. Avevo scritto un commento ma non vorrei andare fuori tema e lo tratterò in seguito. Penso che moltissime multinazionali si arricchiscano a danno dei più poveri purtroppo, la Nestlè è solo una fra le tante. Leggerò con interesse i tuoi prossimi post, ciao.

  8. Scusa ho scordato di chiederti una cosa importante, siccome io so benissimo che le multinazionali così potenti hanno sempre il coltello dalla parte del manico, credo che se in Italia avranno un calo di consumi, si limiteranno nel licenziare personale e lasciare gente a spasso. Secondo te non lo faranno ? Con la crisi che c’è, bisogna anche tener conto delle moltissime persone che lavorano per la Nestlè e che di certo non possono permettersi di perdere l’impiego. Anche se magari sono i primi a condividere le tue idee e iniziative del tutto lodevoli. La mia è solo una domanda, perchè è appunto un aspetto che mi era venuto in mente. Grazie.

  9. CIao Lolla io i miei figli ho avuto la fortuna di poterli allattare con latte materno e se ne avevo in esubero lo mettevo in bottigliette apposite da donare alla banca del latte. Per quanto ne so il latte artiifciale viene adottato in mancanza di quello materno e comunque ho sempre incontrato personale che promuoveva e aiutava le madri in difficcoltà con l’allattamento offrendo sostegno e utili consigli. Ma chi non ha latte materno come fa? Latte  artificiale e qui l’ Azienda in questione fa il suo lavoro, cioè offrire il proprio prodotto come altri produttori (potrebbero renderlo  più accessibile come costo ma questo riguarda tutte le aziende del caso) …secondo me dipende più dalla serietà  del reparto maternità nel  promuovere e informare in maniera  adeguata  l’importanza del latte maternohttp://www.lllitalia.org/Ciao Lolla  ! 

  10. Grazie, care styler!Vedere che questo argomento susciti la vostra attenzione mi riempie di speranza e accresce ancor di più la mia motivazione.Ringrazio Maddie per aver condiviso la sua esperienza personale e, ovviamente, mi compiaccio di sapere che, volontariamente o meno, faccia scarso uso dei prodotti Nestlè.Ringrazio anche te, penelope26, per l’interessamento e per lo spunto di riflessione. Se devo essere sincera, non avevo mai valutato la questione dal punto di vista dell’impiego. E i motivi sono essenzialmente 2.Il primo consiste nel motivo della protesta, che non vuol essere la chiusura o il fallimento dell’azienda, ma un puntarle addosso i riflettori e indurla, così, ad un maggiore rispetto per i diritti e la dignità umani nei processi di produzione e promozione.Il secondo è che, purtroppo, per quanto si parta convinti e accaniti, sappiamo che il "sabotaggio perfetto" sia un’utopia e di fatto non si arriverà ad intaccare il giro d’affari di un’azienda di queste dimensioni, al punto da causarne la chiusura (che peraltro non vorremmo, esattamente per gli stessi motivi che dicevi tu).A questo punto vi chiederete perché farlo. Beh, perché tacere ed ignorare certe realtà è grave quasi quanto esserne gli artefici. E poi perché vorremmo fare un po’ come la mosca che, per quanto piccola, a forza di ronzare attorno da pur sempre fastidio.In ogni caso, mi informerò meglio anche su questo aspetto e ne discuterò con i miei colleghi. Ancora grazie!(Ps: in realtà ho fatto in tempo a leggere il tuo primo commento prima che lo cancellassi. Fuori tema o no, ti dirò che fossi d’accordo cmq in tutto e per tutto.)Complimenti poi a mariposa, per il suo gesto di generosità nei confronti delle madri che non hanno la possibilità di allattare. E non prendere il mio apprezzamento come scontato, in un mondo dove la consapevolezza ed il senso di responsabilità sono tutt’altro che scontati!Hai perfettamente ragione, ma parlando della promozione scorretta attuata negli anni da Nestlè, si fa riferimento anche a migliaia di casi in cui le madri hanno latte in abbondanza, ma vengono convinte ad usare il latte in polvere con falsi pretesti, al solo scopo di aumentare il proprio giro d’affari.Parlando poi di ospedali e personale sanitario, basta pensare a come spesso, anche solo in Italia, si venga a sapere di corruzione, clientelarismo e favoritismi. Figuriamoci, quindi, nei paesi del terzi mondo, dove la gente farebbe di tutto per portare qualche soldo in più a casa.In ogni caso, visto l’interesse di tutti voi e l’importanza dell’argomento, penso sia meglio parlare più approfonditamente della cosa. Prometto che appena ne avrò il tempo raccoglierò del materiale e cercherò di scrivere un post che spieghi e affronti meglio la cosa. Dialogare con voi di questo ed altri argomenti, non è che un enorme piacere, nonché obbligo e dovere.Ringrazio tutti di cuore, Lolla.

  11. Il fatto che non si riuscirà in un boicottaggio completo non significa che non si possa porre l’attenzione su i soprusi delle grandi Multinazionali. Pensa che negli anni 70 a mia cugina fecero le iniezioni perchè le andasse via il latte a sua insaputa, perchè ricevevano le provvigioni dalle ditte di latte in polvere, questo nella regione Liguria ! Non è affatto un tema da sottovalutare e ti ringrazio molto per questo post. Ciao !

  12. Incredibile! Immaginavo e sapevo che anche qui ne facessero di ogni, ma questa proprio non l’avevo mai sentita. Che roba! E posso chiederti, cara penelope26, come se n’è accorta.Sono io a ringraziare te, per tutto l’interesse che stai dimostrando. Così, come ringrazio e abbraccio anche la cara riccia80.Un abbraccio

  13. Se n’è accorta perchè a soli 23 anni non aveva latte, le avevano fatto varie iniezioni senza dirle che cos’erano e il marito che era a capo degli infermieri di un altro ospedale lo venne a sapere da un collega. Ovviamente fece un puriferio, ma loro iniziarono a dire che sua moglie era giovane, che non pensava al fatto estetico, che lavorando non avrebbe avuto problemi, visto che il biberon avrebbe potuto darlo al bimbo anche la nonna ecc ecc. Purtroppo a volte piantare uno scandalo può costare un posto di lavoro e così lasciarono perdere.

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