14. Il ragazzo della porta accanto

Sono sempre stata affascinata dalle case di ringhiera. La loro struttura non è niente di che e dal lato interno si è tutti con le finestre puntate l’uno sull’altro (alle volte anche troppo), eppure le ho sempre preferite al solito condominio. Per me sono un po’ come un mondo a sé, una piccola bolla di sapone, al cui interno, varcato il portone, puoi lasciarti alle spalle la frenesia e l’indifferenza del caos di città. Complice, uno scorcio architettonico tipicamente più "popolare" di quello metropolitano che ci circonda.
Mi rendo conto però che la mia sia solo una visuale da inguaribile romantica: nelle case di ringhiera si vive esattamente come negli altri palazzi e, in fin dei conti, non è che tra vicini si sia più amichevoli che altrove. Tutta questa magia sarà semplicemente dovuta al fatto che mi piace dove abito e, soprattutto, alla serenità che sto ritrovando dopo mesi di penombra, al fatto che finalmente inizi a star bene dove sto.
In ogni caso, stavo dicendo che mi piace molto quando rientro la sera, dopo una lunga giornata di lavoro. Magari come ieri, dopo un aperitivo post-ufficio, stanca e carica di cose, ma con ancora addosso i sorrisi e le chiacchiere delle mie amiche. Posteggio l’auto, scarico tutto e diversamente dal solito salgo in ascensore. Con tutta la roba che ho fra le mani, ci manca solo che mi ribalti tra il terzo ed il quarto piano! Arrivata all’ultimo esco sul pianerottolo e penso a quanto bello sia poter vedere il cielo oltre i tetti, soprattutto con i colori che solo un tramonto estivo può regalare. Respiro e sentendomi piena di gioia, faccio senza fatica gli ultimi metri verso la porta di casa. Il solito rumore dei tacchi scandisce in successione il tappeto rosso, il cactus, poi quello arancione e il nano sul davanzale di "quelli del secondo". Un paio di metri ancora ed ecco il suo vaso e tutt’intorno il profumo del basilico. In un lampo ripenso a quella sera… "So fare un sugo di pomodoro e basilico squisito, dovresti assaggiarlo! Se ti va una volta potrei invitarti a cena." Sorrido tra me e me. Ancora mezzo passo ed eccomi davanti alla porta. La sua. Come sempre è spalancata ("Spero non ti dia noia, ma con questo caldo! In fin dei conti, noi che siamo infondo possiamo approfittarne…"). La cosa un po’ m’imbarazza, mi sento costretta. Da una parte vorrei vederlo, dall’altra preferirei raggiungere il mio ingresso, infilare le chiavi nella toppa e scomparire in casa inosservata. E’ che il suo sguardo è sempre così disarmante e alle volte mi sento quasi come se fossi nuda!
Passo avanti, getto uno sguardo. La luce e la tele sono accese, ma salotto e divano sono vuoti. Sospiro di sollievo. Finalmente arrivo davanti alla mia porta ma come al solito tardo a trovare le chiavi. Benedetta Mary Poppins! Per cercarle meglio poggio tutto a terra e continuo a rovistare nelle posizioni più strane. Mi ritovo curva su me stessa, quasi con la testa dentro la borsa e in bilico su un solo tacco, quando sento la sua voce dire: "Ciao bellissima!". Dentro di me esclamo "C***o!", ma con un sorriso di falsa sorpresa rispondo: "Ma ciao!"
"Al solito, le chiavi, eh?!"
"Eh già! Sono un disastro." E nell’affanno della ricerca tento di evitare il più possibile il suo sguardo.
Sorridendo, "Com’è andata la giornata? Arrivi dritta da lavoro?"
"Bene grazie! Dopo l’ufficio mi son fermata con delle amiche per un aperitivo. E tu?"
"Benone. Ero di là che sistemavo una cosa e ti ho sentita passare"
Ed io fra me e me: "Che casualità!"
"Posso offrirti un caffè?"
Nella mia testa: "Accidenti!". "Ti ringrazio, sei molto gentile, ma dopo tutto il giorno in giro, quello che vorrei ora è una bella doccia. Magari un’altra volta."
E lui: "Ma certo, quando vuoi. Immagino sia molto stanca, quindi non insisto."
Finalmente trovo le chiavi: "Eccole!"
Lui scoppia a ridere: "Ma metterle in una tasca a parte no?!"
"Sì, hai ragione. E’ che alle volte mi si scombussola tutto, ho troppa roba in giro!"
"Va bè, meglio così. Almeno ho quei 20 secondi in più per parlarti"
Eccola qui, non poteva mancare. La frecciatina quotidiana è arrivata. Sorrido imbarazzata come una bambina di 5 anni e lo guardo. Vorrei controbattere in modo simpatico e altrettanto diretto, ma come sempre non riesco. Mi perdo nell’azzurro abbagliante dei suoi occhi e noto nuovamente come sia bello. Proprio come quella sera del sugo pomodoro e basilico. Proprio come tutte le altre sere. In jeans e maglietta bianca, scalzo e appoggiato allo stipite della porta. Mi chiedo: "Ma uno come te non ha di meglio che dar la caccia ad una come me, che in questo preciso momento storico è il disastro umano peggiore che si possa trovare?"
Sconfitta, gli sorrido ancora. "Buona notte allora"
"Buona notte a te e cerca di riposare. Magari ci si ribecca domani. Spero!"
"Sì dai, a domani"
Entro in casa stanca come se avessi lottato in guerra. Una guerra contro un sorriso, una voce, uno sguardo che sanno devastare. E non perché malvagi, ma perché belli, semplicemente splendidi. Ammetto che alle volte mi tolgano quasi il fiato, eppure non so darmi pace, o meglio, non so trovare la pace necessaria per apprezzarli come meriterebbero. Poi mi calmo, butto di nuovo tutto a terra e respiro.
Chissà quando un semplice scambio di battute con una persona dell’altro sesso smetterà di provocare in me reazioni tipiche di una bimba dell’asilo? Chissà quando le mie due personalità faranno pace e tornerò ad essere una, unica e coerente? Quand’è che tornerò ad essere quella di sempre e, sopratutto, quand’è che questa ferita smetterà di bruciare?
Poi smetto un attimo di pensare e per un istante mi rendo conto che il cuore stia battendo un po’ più forte. Sensazione strana, era da tempo che non succedesse. Batte più forte e non fa male. Non ci posso credere! Che stia davvero tornando alla vita?
Nel frattempo sento la porta dell’appartamento affianco chiudersi… E già, era proprio una casualità! Apro la finestra della cucina, quella che dà sul pianerottolo e mi arriva una zaffata di basilico… Adoro le case di ringhiera!

Annunci

2 thoughts on “14. Il ragazzo della porta accanto

  1. Mi piace molto come scrivi, l’autoironia sottile con cui condisci i pensieri!Vorrei anche io il ragazzo della porta accanto, magari non belloccio ma simpatico, con cui scambiarsi esperimenti culinari e spartire sigarette sulla balconata, e invece mi ritrovo al piano di sopra due sorelle sulla 40na, zitelle e con la sindrome della maestrina; e di sotto una coppia di 60enni con annesso nipote pigna-nel-sedere almeno 12 ore al giorno. E’ ora che cambi casa…

  2. Grazie mille! Detto da te è un complimento doppiamente apprezzato… Anche a me piace molto come scrivi! Il nipote pigna-nel-sedere poi è un personaggio spettacolare! Se la carriera di scrittrice di racconti non ti piace, potresti quasi fare l’inventrice-ritrattista di personaggi e protagonisti. Avresti un successone!Comunque, cambiassi casa, non dimenticarti di fare un pensierino sulle case di ringhiera. Certo, se becchi degli scassa bolle va male, ma se trovi anche tu il tuo vicino di ringhiera è una gran cosa. Parola mia!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...