3. L’insostenibile pesantezza di una falsamagra

1 metro e 70 di altezza per 57 kg di peso. Una taglia che dalla precedente 44/46 è scesa a 42/44.
19,72: l’indice di massa corporea parla chiaro, sono più che nella norma. Anzi, se vogliamo si può osservare come, all’interno del range di "normalità", sia più vicina al limite inferiore che non a quello superiore. Eppure a me non basta.
Un viso molto bello anche se un po’ segnato dall’acne (fortuna che anche se non fa miracoli esiste il Double Wear!). Un corpo niente male. Braccia lunghe e sottili (un po’ troppi peli, ma per quelli c’è sempre la cera), belle spalle, bella schiena e un buon tono muscolare. Le gambe non sono fini come vorrei (quei polpacci muscolosi proprio non mi piacciono sui tacchi!) ma hanno comunque una bella forma. In ogni caso restano sempre le mani, quelle si che sono stupende!
Il tutto è reso ancor più affascinante e particolare dall’esotico miscuglio che mi scorre nelle vene.
Oggettivamente dovrei ritenermi molto fortunata. Da sempre so di godere dell’ammirazione di molte/i e (purtroppo) dell’invidia di altrettante. Ma se devo dire quello che provo soggettivamente, la parola giusta è inadeguatezza.
Intimamente insoddisfatta, l’ipercriticismo mi ha sempre portata ad un atteggiamento drastico nei confronti di me stessa. Negli ultimi mesi ero riuscita a sfruttare la cosa positivamente. Non ti piaci? Bene, allora impegnati: una dieta sana ed equibrata e tanto movimento! Ero soddisfatta e appagata: gradualmente vedevo i risultati e le rinuncie erano equamente ricompensate di tanto in tanto. Tuttavia, ammetto che il cibo e le calorie fossero il pensiero fisso di tutta la giornata.
Poi le vacanze di Natale a cui è seguito un periodo di forte stress. Un’abbuffata via l’altra e il nascondersi dietro al pensiero di essere comunque in forma. Non ho mai capito perché col cibo per me sia un attimo arrivare all’eccesso.
Le settimane successive sono state un’altalena che per fortuna mi ha permesso di rimanere stabile (anche perché per me non è facile ingrassare sul serio), ma non di dimagrire. E questo per me è un dramma.
Così, sempre in preda all’insoddisfazione, ho alternato momenti di dieta più o meno drastica a sfoghi sfrenati, e negli ultimi giorni ancora giù a divorare cibo senza neanche sentirne il sapore. Giusto per il gusto di sgranocchiare e con la sensazione di non poter smettere.
Con le abbuffate sono cresciuti anche il pensiero e la preoccupazione per la cosa ed ho cominciato a cercare una risposta. Perché sto facendo questo? La mia vita va sempre esattamente come dovrebbe andare, le cose storte finiscono per tornar dritte, di cos’è che sei insoddisfatta? Dicono che abbuffarsi di cibo serva a compensare, ma cosa? Io ho tutto. Una relazione stabile, una famiglia che (anche se non è come quelle della Mulino Bianco) mi ama e mi sostiene, degli amici e una vita finalmente mia. E allora cosa c’è che non va?
So che potrò sembrarvi una capricciosa viziata lanciatasi in un futile monologo, che si pone problemi da niente quando la soluzione sarebbe così semplice. Ma vi assicuro che per me non è affatto facile, è palese che veda di me un’immagine distorta e questa cosa non mi da pace.
Sempre alla ricerca di risposte, ieri mi sono imbattuta in un sito sui disturbi del comportamento alimentare. Alla voce "autodiagnosi" sono sprofondata nella lettura. Dunque, non è anoressia nervosa perché mangiare, mangio e non sono sottopeso, ma fin qui ci arrivavo da sola (la cosa grave però è che, nell’escludere i sintomi, ho sentito dentro una vocina dire debolmente "purtroppo"). Non è nemmeno bulimia perché non vomito (non sono in grado di fare nemmeno questo). A quanto pare si tratta di binge eating disorder: abbuffate/assenza di vomito/senso di vergogna… Binge, finalmente il mio nemico ha un nome!
Mi sono sempre ritenuta molto forte e non ho mai dato troppa retta a queste cose che non mi riguardavano. Ora però mi sento in uno stato di forte confusione, il cibo e la linea sono un pensiero fisso e ho paura possano diventare un problema serio.
Ieri stavo così male da volerne parlare con qualcuno, ma poi il "terrore di essere aiutata" e di "metter la pulce nell’orecchio" a chi mi sta accanto mi ha impedito di farlo. Ho pensato ad uno specialista ma mi sono sentita stupida e ho soffocato il tutto in pianto.
In fin dei conti vorrei solo sentirmi libera e serena. Peccato che però questo mi sembri avverabile solo una volta veramente magra, snella e leggera.

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